Cose Che Straight
Dove vi parlo di listoni, di lesbiche e di David Lynch
Salve a tutt* e benvenut* a una nuova edizione di Cose Che!
Dall’ultima volta che siamo sentit* è uscito il nuovo episodio di un podcast in cui sono coinvolta, che trovate qui di seguito:
Si tratta della versione podcast della newsletter 2ml sui profumi di nicchia e artistici. Nel podcast sentirete Val, che ne sa a pacchi e dice cose molto interessanti, e io, che annuisco e dimostro di saperne poco di profumi, ma ci tenevo tanto a fare un podcast (ye). Questo primo episodio è speciale e lunghino, ma i prossimi dovrebbero essere più brevi (circa 20-30 minuti) e riflettere le uscite della newsletter.
E dopo questo momento di auto-promozione, iniziamo:
Cose che leggo
Listoni - Se vi piace Cose Che e altre rassegne simili, come Link Molto Belli, aggiungo un sito alla vostra lista: si chiama Web Curios, e ogni edizione è lunghissima e piena di link, con commenti, spiegazioni e opinioni espansive su ognuno di essi. Ha un taglio particolare, sia a livello di scrittura che di selezione dei contenuti, ma si trova veramente di tutto, da siti buffi a nuove piattaforme per fare musica a esperimenti con l’AI più interessanti del classico ChatGPT.
Intimità complesse - Sempre parlando di cose lunghe, questo articolo/racconto/longform: si chiama I Want to Stay in My Body During Sex, si parla di sesso, ansia, molestie, queerness, e mi ha devastata già dai primi paragrafi.
Cose che vedo
Vetri rotti - Continua il trend (?) delle saffiche in stop-motion, con il pluri-premiato corto A Bird Hit My Window and Now I’m a Lesbian, che trovate integralmente qui sopra. Dura meno di otto minuti e parla, appunto, di un uccello che sbatte contro la finestra di una ragazza, e di come quest’ultima capisce poi di essere lesbica. Un po’ hit or miss, a seconda dei gusti, anche se il messaggio di fondo è carino, ci sono metafore interessanti e io come al solito ho un debole per l’animazione in stop-motion, quindi mi si vince facile.
Road trip - Ho visto poi uno dei film forse meno apprezzati di David Lynch, nella misura in cui è visto come poco coerente con il resto della sua opera (come anche Cuore Selvaggio, d’altronde). Stiamo parlando di A Straight Story (Una storia vera, in italiano), il film che Lynch ha fatto per la Disney ispirandosi ad una storia realmente accaduta. La trama, in breve: Alvin Straight è un anziano signore del Midwest che da dieci anni, non parla con suo fratello. Scopre che quest’ultimo ha avuto un infarto, e decide che deve andarlo a trovare, ma c’è un problema: non ha la patente (non ci vede abbastanza) e non si fida dei bus. La soluzione: attraversare due stati americani a bordo del suo tosaerba, con un rimorchio da lui fabbricato. Nel corso del viaggio dovrà fare i conti con i vari nodi della sua vita.
Si tratta sicuramente di un film atipico per Lynch, più wholesome in un certo senso, ma questa sarebbe forse una lettura superficiale: il film presenta molti temi del regista, come il ritorno a casa (fisico e spirituale) e citazioni al Mago di oz, e in realtà anche altre opere (tra cui lo stesso Twin Peaks) presentano la speranza come un valore fondamentale. Si vede comunque che è un film diverso, semplice per certi versi, ma non per questo mi è dispiaciuto.
E questo è tutto! Alla prossima edizione!
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